Salis: «Il Salone Nautico deve essere sempre più di tutti. Il mare è lavoro, cultura e futuro»
Oltre le polemiche, Genova apre le porte alla 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale. Per la sindaca Silvia Salis, la manifestazione rappresenta uno dei simboli più importanti della città e deve diventare sempre più un appuntamento aperto a tutti, capace di raccontare non soltanto la nautica da diporto, ma anche il lavoro e le competenze che ruotano attorno al mare.
«È il brand identificativo più importante della nostra città», ha dichiarato Salis, sottolineando il rapporto profondo tra Genova e il mare. «Il mare è la nostra piazza principale: spazio di incontro, accoglienza e vita. Non una barriera riservata a pochi, ma uno specchio in cui ogni genovese si riconosce».
Da qui l’idea di rendere il Salone sempre più accessibile e vicino alla comunità. «Dobbiamo fare sì che questo possa tornare sempre più a essere il Salone di tutti», ha affermato la sindaca, rivolgendosi non soltanto a chi possiede un grande yacht, ma anche alle famiglie, agli appassionati e a chi vive il mare attraverso le piccole imbarcazioni e la pesca.
Nel suo intervento, Salis ha collegato il tema della nautica a quello del lavoro. Prima dell’inaugurazione, la sindaca ha incontrato i lavoratori di Ericsson, richiamando la situazione dei 131 dipendenti coinvolti nella procedura di licenziamento.
«Il mare, per Genova, è cultura e bellezza, ma soprattutto lavoro e dignità», ha sottolineato.
Un concetto che la sindaca ha ribadito parlando della cantieristica navale italiana e dei circa 170 mila occupati del settore. Dietro uno yacht, secondo Salis, non ci sono soltanto lusso e design, ma il lavoro di migliaia di persone.
«Quando guardiamo uno yacht, non vediamo solo un bene di lusso: vediamo il sudore, la maestria e l’ingegno di migliaia di tute blu, di artigiani, di designer, di esperti di componentistica e arredo», ha detto.
La sindaca ha poi guardato ai giovani e alle nuove opportunità professionali legate alla nautica. Il Comune ha avviato le prime interlocuzioni per costruire un percorso di formazione dedicato alle crew delle imbarcazioni, guardando al modello di Antibes.
L’obiettivo è favorire la presenza a Genova di giovani marinai anche durante i mesi invernali, quando le imbarcazioni restano in porto per la manutenzione e gli interventi nei cantieri.
«Siamo una città di mare, di marinai e di lavoro e abbiamo il dovere di andare avanti e guardare ai giovani», ha affermato Salis.
Un progetto che, nelle intenzioni dell’amministrazione, potrebbe rafforzare ulteriormente il carattere internazionale della città e creare nuove occasioni di formazione e occupazione nel comparto nautico.
«Genova deve diventare, giorno dopo giorno, la casa del mare per tutte e per tutti», ha concluso la sindaca. «Il mare è un bene comune, è una risorsa democratica, è il luogo in cui i sogni di ciascuno di noi trovano lo spazio per spiegare le vele».
