Genova cambia passo sulle opere a scomputo: più verde, meno cemento e spazio pubblico di qualità

Quando un privato investe e costruisce a Genova, quell’investimento dovrà produrre benefici concreti anche per la città. È questo il principio alla base del nuovo indirizzo dell’amministrazione comunale sulle opere a scomputo, annunciato dalla sindaca Silvia Salis.

Si tratta delle opere di urbanizzazione che un soggetto privato può realizzare in alternativa al pagamento del contributo di costruzione al Comune: strade, marciapiedi, illuminazione, fognature e altri interventi necessari a rendere funzionale un nuovo insediamento e a collegarlo al tessuto urbano.

La novità, secondo quanto annunciato dalla sindaca, è rappresentata da un cambio di impostazione. Non basterà più realizzare un’opera per poterla considerare automaticamente utile alla collettività: il privato che sceglierà questa strada dovrà dimostrare che l’intervento è realmente necessario e coerente con la visione urbanistica dell’amministrazione.

Il nuovo regolamento sulle opere di urbanizzazione è stato rivisto grazie al lavoro dell’assessora Coppola e degli uffici comunali. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che le trasformazioni edilizie diventino anche occasioni per migliorare la qualità urbana.

Quattro sono le direttrici indicate dalla sindaca.

La prima riguarda la depavimentazione, cioè la possibilità di liberare aree dal cemento e restituire permeabilità al terreno, aumentando gli spazi verdi. Un tema particolarmente significativo in una città che deve confrontarsi con gli effetti del cambiamento climatico e con la necessità di rendere gli spazi urbani più resilienti.

La seconda priorità è la qualità dello spazio pubblico. Gli interventi dovranno contribuire a migliorare il decoro e la vivibilità delle aree interessate, puntando su maggiore cura e qualità.

C’è poi la questione della mobilità sicura, con particolare attenzione ai percorsi pedonali e ciclabili. L’intenzione è realizzare collegamenti più accessibili, protetti e funzionali, evitando che i nuovi interventi edilizi rimangano separati dal resto della città.

Infine, il verde urbano. Per Salis, rendere Genova più verde significa anche renderla più vivibile e più fresca, soprattutto in un periodo nel quale le temperature elevate e gli eventi climatici estremi stanno imponendo nuove strategie di adattamento alle città.

Il messaggio politico della sindaca è quindi chiaro: ogni trasformazione urbana, pubblica o privata, deve lasciare qualcosa alla comunità. Non soltanto nuove costruzioni, ma anche infrastrutture, verde, spazi pubblici e collegamenti migliori.

Il principio espresso dall’amministrazione è quello di utilizzare le opere a scomputo non come semplice strumento tecnico legato all’attività edilizia, ma come leva per orientare la trasformazione della città.

La sfida sarà ora capire come queste nuove regole verranno applicate concretamente ai futuri interventi e quanto riusciranno a incidere sulla qualità dei quartieri.

Per la sindaca Silvia Salis, però, la direzione è già tracciata: più verde, più qualità e più spazio pubblico ogni volta che Genova cambia.