A Genova la fotografia che racconta l’Uganda: arriva la mostra “Progetto Rifugio Sicuro” a sostegno dell’orfanotrofio Casa della Grazia
Domenica 7 giugno 2026, alle ore 11, negli spazi di Urbam in piazza Cattaneo 26, nel cuore del centro storico di Genova, verrà inaugurata la mostra fotografica e documentaristica “Progetto Rifugio Sicuro: L’Esordio della Stabilità a Nebbi, Uganda”, ideata da Arianna Amodio e Pietro Brinzo. Un’esposizione che nasce da un viaggio e che si trasforma in un racconto di comunità, resilienza e impegno concreto, con un obiettivo preciso: sostenere l’orfanotrofio Casa della Grazia nella città di Nebbi, in Uganda.
La mostra non è soltanto un percorso artistico, ma un progetto di solidarietà strutturato. L’intero ricavato dell’iniziativa sarà infatti devoluto alla struttura ugandese, a sostegno dei bambini accolti e delle attività quotidiane dell’orfanotrofio. Un gesto che lega in modo diretto lo spazio espositivo genovese alla realtà africana, trasformando le immagini in uno strumento di aiuto concreto.
“L’idea nasce dalla volontà di condividere questa storia con un pubblico più ampio, creando un’occasione di conoscenza e confronto sulla realtà di Casa della Grazia e dei bambini che la abitano”, spiegano i curatori Arianna Amodio e Pietro Brinzo. “Attraverso questa mostra vogliamo non solo raccontare il percorso di crescita dell’orfanotrofio, ma anche contribuire concretamente al suo futuro, ampliando la comunità che lo sostiene e raccogliendo fondi destinati alle attività e ai progetti dedicati ai bambini”.
Il progetto espositivo si sviluppa come un racconto visivo e narrativo che accompagna il visitatore in un viaggio progressivo. Le fotografie, i materiali raccolti durante il viaggio in Uganda, i disegni e un breve video documentaristico costruiscono un mosaico di esperienze che restituisce la quotidianità dell’orfanotrofio e il contesto umano e sociale in cui opera.
L’allestimento è organizzato in tre sezioni principali. La prima introduce il contesto territoriale e culturale di Nebbi e dell’Uganda, offrendo una chiave di lettura geografica e sociale indispensabile per comprendere il progetto. La seconda sezione si concentra sullo sviluppo dell’orfanotrofio Casa della Grazia, raccontandone la crescita, le difficoltà e le prospettive future. La terza parte è invece dedicata ai bambini, veri protagonisti della mostra: volti, gesti, quotidianità e momenti di gioco diventano il centro emotivo dell’intero percorso.
Accanto alle immagini, il pubblico troverà didascalie esplicative, materiali illustrativi e una cartina dell’Uganda che ricostruisce idealmente il viaggio degli autori e il legame instaurato con il territorio di Nebbi. L’obiettivo è quello di creare un’esperienza immersiva, capace di unire informazione, emozione e consapevolezza.
La scelta del centro storico di Genova non è casuale: uno spazio urbano denso di stratificazioni culturali che si apre a un racconto internazionale, rafforzando il dialogo tra comunità locali e realtà lontane. Urbam diventa così un punto di incontro tra linguaggi artistici e impegno sociale, tra fotografia e solidarietà.
Dopo l’inaugurazione del 7 giugno, la mostra resterà visitabile anche nei giorni di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno, con ulteriori eventi “pop up” previsti nel corso del mese. Il progetto si concluderà con un finissage articolato su tre giornate, in programma venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio 2026, che chiuderà ufficialmente il ciclo espositivo.
“Progetto Rifugio Sicuro” si inserisce così in una più ampia riflessione sul ruolo della fotografia contemporanea come strumento di testimonianza e intervento sociale. In questo caso, l’immagine non si limita a documentare, ma diventa ponte tra mondi, capace di attivare attenzione, partecipazione e sostegno concreto.
Genova si prepara quindi ad accogliere una mostra che non chiede soltanto di essere osservata, ma soprattutto compresa e condivisa. Un invito a guardare oltre il confine dello sguardo, verso una storia che parte da Nebbi e arriva fino al cuore del Mediterraneo.
