La superstizione a Genova: quando il corno rosso diventa scudo contro il malocchio
La superstizione genovese ha radici profonde nella storia della città. Una delle tradizioni più celebri è quella del corno rosso, simbolo di protezione contro il malocchio. Il corno, che prende la forma di una piccola cornetta a forma di C, è un amuleto usato da generazioni di genovesi, ma la sua storia affonda le radici in tempi ben più antichi. Originariamente, il corno rosso veniva realizzato in vari materiali, dal legno alla ceramica, fino ad arrivare all’odierno corno di plastica o metallo, ma il significato è sempre stato lo stesso: difendere chi lo indossa da negatività e invidia.
Il corno rosso non è solo un oggetto, ma un vero e proprio rituale. In città, molte famiglie lo custodiscono gelosamente, attaccato alla porta di casa o indossato come ciondolo. Ogni volta che si sospetta la presenza di una maledizione o di un malocchio, il corno rosso è considerato un potente amuleto da sfoggiare per “scaricare” le energie negative.
A Genova, si dice che quando un oggetto cade dal tavolo o un cane abbaia a vuoto, possa essere segno di sfortuna. È proprio in questi casi che entra in gioco il corno rosso, per scongiurare ogni tipo di maleficio. Anche i più giovani, seppur poco scaramantici, non disdegnano di indossarlo durante momenti particolarmente difficili della loro vita.
Non è raro che i turisti curiosi si fermino davanti alle vetrine dei negozi del centro, dove il corno rosso viene venduto in tutte le sue varianti. Tra i luoghi storici di Genova, il Corso Italia, il quartiere di Boccadasse e la zona del Porto Antico sono i più ricchi di negozi che offrono questo amuleto, rendendolo così un must per ogni visitatore che si avventura tra le tradizioni della città.
